L'angolo di Freddie

IRONIA

L'ippopotamo Wilma e l'anima da vivi

"Il mzungu che parlava agli ippopotami" (Seconda Puntata)

12-08-2017 di Freddie del Curatolo

Un uomo bianco, grosso.
La barba folta e incolta.
I capelli ancora più ignoranti.
La pelle aragostata dal sole, il lento e solitario galoppare dell'aragosta.
La Foce del Sabaki, dove tutto è argilla e magia, ha tutte le tonalità di rosso e marrone possibili dal "Terra di Siena" al "Mattone", che a Siena neanche immaginano ci siano questa terra e questi mattoni.
L'uomo si siede sulla riva e attende.
Non è cinese e non aspetta il nemico.
E' italiano e attende un ippopotamo.
Wilma ha imparato dalla gente giriama, non è mai puntuale.
Ha passato i suoi anni migliori nell'ansa davanti alla scuola elementare di Msufini, dove gli alunni arrivavano in classe sempre a metà della prima lezione e il maestro li puniva con dieci giri del campo sportivo all'ora di pranzo.
Regolarmente, caldi e sudati come manghi sulle bancarelle, si tuffavano nel fiume e l'ippopotamo li spaventava.
Ma Wilma non ha mai masticato un essere umano.
“Mi fanno talmente schifo che non riesco nemmeno ad ammazzarli”.
Più tranquilla e serafica (se è possibile) delle sorelle, molle e pigra ma più estremista.
Wilma si presenta al cronista, ora in piedi a qualche metro dalla riva.
“Buongiorno Wilma, si ricorda di me? Sono venuto sabato scorso"
"Vagamente...mica sono un elefante io!"
Come mi aveva chiesto, le ho portato tre chili di sedano”
“Te li puoi ficcare minuziosamente nell'orifizio anale”
“Mi scusi?”
“Pinzimoniati il culo, rimbambito”
Lo sguardo torvo si affievolisce, spunta quasi un sorriso beffardo che si specchia nell'acqua torbida.
L'occhio è apparentemente più rilassato.
"Oggi avrei voglia di melanzane, alla parmigiana”
“Senza la mano dell'uomo che tu detesti, non le potresti mangiare...”
“E chi te l'ha detto? C'è una scimmia di Marikebuni, Orazio, che le prepara da Dio...ha imparato da un cuoco del Palm Tree Club, prima che bruciasse. Lo sai, cretino, noi animali siamo in grado di fare tutte le cose utili che fa l'uomo”
“Guidare una macchina?”
“Perchè no?”
“Dirigere un'azienda?”
“Beh, ci vorrà mica una gran testa...questione di tatto ed esperienza...”
“E l'alta finanza? Gli scienziati? I professori universitari? Gli ingegneri nucleari? I politici?”
“Ho detto le cose UTILI che fa l'uomo”
Wilma è pacata, il suo linguaggio di versi arrochiti del liquido limaccioso con cui fa i gargarismi, è piacevole come un drenaggio renale. Ma appartiene a una razza in via d'estinzione, quella degli animali dotati di sense of humour, che sanno ascoltare e amano ancora incuriosirsi.
A pensarci bene, anche tra gli esseri umani tali caratteristiche stanno scomparendo.
“Devi ammettere, Wilma, che qualche umano è da salvare...”
“Piero Angela? Licia Colò?”
“Magari Padre Kizito Sesana, fratel Beppe Gaido, Gino Strada...”
“Quello è un medico, mica è un veterinario...”
“Papa Bergoglio”
“Quello lo è già di più...”
“Wilma!”
“Mica sono cattolica io, sono animista. Credo alla reincarnazione. In un'altra vita ero Michele Zarrillo, in questa sono stata promossa...un gradino in più nella scala verso l'illuminazione”
“Sei buddista?”
“Anche”
“Molti uomini e donne lo stanno diventando”
“Lo sono sempre stati e tornano ad esserlo”
“Come mai, secondo te?”
“Oggi hanno paure più importanti e immediate di quella della morte, così se ne fottono dell'immortalità e tornano a coltivare l'anima da vivi”
“Beh, anche questo è il genere umano?”
“Sì, ma al genere umano continuo a preferire il poliziesco”.
C'è un uomo enorme che lascia l'argine del fiume e scala a fatica un facile dirupo, utilizzando curiosamente gambi di sedano come fossero picchetti da roccia. Sta riflettendo sulla coltivazione dell'anima da vivi e sogna un piatto di melanzane alla parmigiana cucinato da una scimmia.
La meravigliosa storia dell'uomo che parlava con gli ippopotami continua.
Un mzungu, solo.
Sulla riva del Fiume.
Alle prime ore del mattino.
Ha gli occhi incollati ovunque e da nessuna parte.
Voleva soltanto parlare con un ippopotamo.

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