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Cos'è Dadaab

Il governo del Kenya ha tutte le ragioni per chiudere i campi per motivi di sicurezza

18-07-2014 di Giorgio Ferro

Dadaab, un luogo famoso come Hollywood visitato da dignitari da tutto il mondo.
La regione da asilo ad un milione di rifugiati la gran maggioranza dalla vicina Somalia. Daadab, il campo profughi, a circa 100 km dal confine, ha fatto notizia su quasi tutti i giornali internazionali, come il piu grande del mondo che ospita 500,000 rifugiati.
La maggioranza sono arrivati a causa della guerra civile nella Somalia del sud, e comprendono oltre che i nativi di etnia somala anche un buon numero di etnia Bantu.
Al momento è in vigore un accordo, firmato dalle Nazioni Unite, la Somalia e il Kenya per il rimpatrio dei rifugiati e la chiusura del campo per motivi di sicurezza che gravano specialmente sul Kenya.
L’accordo e criticato dalle organizzazioni dei “diritti umani” in quanto la Somalia e ancora altamente instabile. Il governo di Hassam Sheikh Mahamud, firmatario dell’accordo, da gia segni di rivalità interne e corruzione, che minacciano di farlo fallire dopo appena un anno dalla formazione.
Il campo comprende tre sezioni, Ifo, Agadera e Dagaheley che coprono circa 50 km quadrati, ed e’ stato finora amministrato dalla CARE (Organizzazione Umanitaria Internazionale) e finanziato dall’ONU. 
La deforestazione, causata dai rifugiati, in cerca di legname, sta causando problemi agli abitanti “normali” di Daadab. I rifugiati non sono autorizzati ad uscire dal campo in cerca d’acqua e legna, generalmente il lavoro delle donne che corrono il pericolo d’abusi sessuali. La zona e anche soggetta a disastri ambientali come alluvioni e siccità.
Il governo del Kenya ha tutte le ragioni per chiudere i campi per motivi di sicurezza.
E’ opinione comune che i terroristi Al – Shabaab usano il campo per preparare azioni contro il Kenya, o per nascondersi se ricercati.
Invece l’ambiente commerciale del Kenya, nel quale i politici hanno interesse, è decisamente opposto alla chiusura dei campi. Diecine d’imprese di trasporti keniani, pagati dall’ ONU, forniscono gli automezzi necessari per il trasporto di tutto quello che e’ necessario per mantenere in buona salute 500.000 persone e cosi pure i commercianti di generi commestibili, medicine, altri materiali di uso domestico come tende, coperte cucine ecc.
Intanto a Daadab, i terroristi continuano ad operare. Il mese scorso un gruppo di volontari di un ente di soccorso, evitava per poco la morte dopo che una mina scoppiava sotto il convoglio sul quale viaggiavano.

TAGS: Giorgio Ferro KenyaDadaab KenyaProfughi Kenya

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