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AMBIENTE

S.O.S. laghi del Kenya: terre e genti in pericolo

Innalzamento inesorabile delle acque nella Rift Valley

18-11-2020 di redazione

In questo periodo d’altre priorità o presunte tali, ci sono situazioni ambientali in Kenya i cui risvolti drammatici potrebbero cambiare la vita di migliaia di persone.
Una di queste è l’innalzamento delle acque dei laghi della Rift Valley.
Migliaia di persone sono già rimaste senza casa nell’ultimo anno ed altre centinaia di migliaia rischiano di essere sfollate a causa delle inondazioni che hanno investito proprietà, coltivazioni ed infrastrutture, per un valore di centinaia di milioni di scellini.
Tutto avviene in particolare attorno ai laghi Naivasha, Nakuru, Baringo, Bogoria e Turkana.
I residenti di queste regioni da tempo convivono con la paura, da quando i ricercatori hanno detto che la situazione potrebbe non migliorare, dato che i livelli dell’acqua aumenta inesorabilmente di giorno in giorno.
Il lago Turkana, per esempio, è salito a livelli senza precedenti da decenni. Le inondazioni hanno sfollato almeno 24.000 persone negli ultimi mesi.
Il lago è alimentato dai fiumi Turkwel e Kerio che scendono dal monte Elgon e dal fiume Omo che arriva dagli altipiani etiopici.
I dati mostrano che negli ultimi mesi il lago Turkana è salito di 300 metri fino agli attuali 800 metri. Ci sono precedenti nella storia, che risalgono a cinquanta e centoventi anni fa.
Ma si trattava di fenomeni legati ad eventi atmosferici non usuali e in secondo luogo non erano così invadenti, perché non c’erano strutture abitative e infrastrutture importanti che oltre allo spostamento di comunità semi-nomadi imponessero la chiusura di aziende, la messa a rischio di impianti e lo sfollamento di palazzi, oltre che colture e allevamenti che danno lavoro e sostentamento a migliaia di persone.
Il lago Turkana ha anche l’aggravante di essere collegato alla diga di Turkwel Gorge, che è sul punto di straripare. Secondo l'Autorità per le Risorse Idriche (WRA), la diga sta minacciando la vita di oltre 300.000 persone a valle.

Con le piccole piogge, la diga ha raggiunto i livelli massimi di allarme e da qui a pochi giorni potrebbe tracimare.
La situazione non è buona nemmeno sul Lago Baringo, dove alcuni lodge come Soi e Roberts Camp e strutture turistiche che sorgono sulle rive sono già irrimediabilmente sommersi, a causa di un progressivo innalzamento che da dieci anni non conosce rallentamenti. Anche un dispensario, otto scuole e ben sette villaggi della zona sono finiti sott’acqua, per complessivi 90 chilometri quadrati, più 200 ettari del progetto agricolo di Pekerra.
Un’inversione di tendenza rispetto ai trent’anni precedenti, in cui il lago aveva perso il 16 per cento del suo bacino idrico.
Per quanto riguarda il lago Naivasha, lo scorso mese di maggio ha raggiunto il livello più alto mai registrato negli ultimi 88 anni.
Anche il Lago Nakuru, con abitazioni e strutture sommerse anche all’interno del Parco Naturale e il Bogoria stanno salendo a ritmi preoccupanti, tanto che i ricercatori keniani hanno lanciato un SOS anche se è ormai assodato che il cambiamento climatico abbia fatto la sua parte e che la tendenza dal 2013 ad oggi sia difficilmente controvertibile. Secondo gli esperti, dopo aver assistito addirittura al rischio prosciugamento nel 2010, le piogge eccezionali dal 2012 al 2014 hanno riportato le acque a livelli di attenzione, per poi crescere senza soluzione di continuità. Se negli anni Sessanta e all’inizio del nuovo Millennio il ciclone “El nino” aveva portato piogge eccezionali per almeno i tre anni successivi al suo influsso, questa volta si punta il dito sul riscaldamento globale degli oceani, che crea condizioni di alta pressione sulla costa del Kenya e di conseguenza porta all’evaporazione, con conseguenti alluvioni nell’interno. Tutte cause imputabili al genere umano, all’inquinamento e ai gas serra.
Per alcuni scienziati ci sarebbero alla base anche fenomeni geologici, con la Rift Valley che si sta modificando a causa dell’allontamento della placca Somala, dove si trova il Kenya, da quella nubiana. Questo sta anche provocando la ripresa di attività vulcaniche sotterranee.
Clima, spostamenti tettonici, ma anche l’inquinamento sicuramente gioca la sua parte. Secondo i ricercatori di “Healthy Nation” i sedimenti accumulati nel serbatoio della diga del Turkana hanno il loro impatto, mentre la crescita poco sostenibile della città di Nakuru avrebbe giocato un ruolo importante negli allagamenti di alcune zone.
Inoltre, il bacino idrografico del lago, ovvero la foresta di Mau, è stato seriamente danneggiato da anni di deforestazione. Secondo vari studi, negli ultimi 50 anni la copertura forestale intorno al lago è scesa al di sotto del 20 per cento.§
Di conseguenza, si è verificato un aumento del deflusso durante le piogge e la conseguente insabbiamento e sedimentazione del lago, che non ha uno sbocco. Le immagini satellitari di tutti i laghi mostrano che i fiumi che li alimentano sono di colore beige, il che significa che sono fortemente insabbiati. Esempi sono il fiume Malewa e il fiume Ndarugu (Njoro), che alimentano il lago Naivasha.

TAGS: laghi kenyainondazioni kenyaclima kenyainquinamento kenya

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