Ambiente

SOLIDARIETA'

Giovane italiano aprirà in Kenya la prima scuola internazionale per profughi in Africa

L'incredibile scommessa del cooperante e scrittore Nicolò Govoni

13-02-2020 di redazione

La Ngo italiana "Still I Rise" fondata dal giovane cooperante e scrittore cremonese Nicolò Govoni ha ottenuto i permessi per aprire in Kenya la prima scuola internazionale per profughi di tutto il Continente Africano.
Tutto questo avverrà nel più grande campo di rifugiati dell’Africa Subsahariana, quello di Dadaab al confine con la Somalia. Una zona pericolosa, dove già in passato medici e cooperanti di organizzazioni internazionali hanno avuto non pochi problemi.
Ora l’entusiasmo di Govoni, che dopo aver conosciuto la realtà dei profughi sull'isola di Samos, in Grecia, ed aver fondato una scuola per i piccoli ospiti dei campi di raccolta, ha già inaugurato un progetto simile, la prima scuola internazionale per rifugiati a Gaziantep, in Turchia non lontano dal confine con la Siria, porterà educazione e speranza ad oltre 1000 bambini di Dadaab.
Il campo profughi keniani è uno dei fulcri dell’Africa da cui partono viaggi della speranza, ma già in passato l’apertura di una scuola secondaria e della prima università hanno dimostrato come l’istruzione possa davvero salvare la vita alle nuove generazioni. Molti ragazzi di origine somala hanno ottenuto borse di studio ed alcuni di loro sono saliti agli onori delle cronache, come artisti, modelle, sportivi e ricercatori.
Nicolò Govoni è nato nel 1993 a Cremona, dove  è cresciuto ed ha studiato. A vent’anni è partito per l’India e si è unito a una missione umanitaria presso l’orfanotrofio Dayavu Boy’s Home. Dopo aver salvato il children center dalla chiusura lanciando una raccolta fondi, ha fondato una sua Onlus e si è laureato in giornalismo. Nel 2015 ha pubblicato il primo libro, “Uno” con una casa editrice indipendente ed ha lavorato per il canale BBC Knowledge e per le testate «South China Morning Post» e «Metropolis Japan». Nel 2017, mentre lavora in Palestina, Rizzoli pubblica il suo secondo libro, “Bianco come Dio” che raggiunge un sorprendente risultato di vendite. Da qui per il giovanissimo Nicolò inizia una nuova vita, grazie all’aiuto delle migliaia di lettori entra in contatto con il centro di rifugiati europeo sull’isola di Samos, in Grecia, dove incontra situazioni aberranti. Dopo aver fondato la NGO “Still I Rise”, quest'anno grazie anche alle vendite generate dai suoi libri e dal tam tam mediatico generato dai suoi diari sui social network, ha aperto a Gaziantep in Turchia la prima scuola internazionale per profughi  e pubblica il libro “Se fosse mio figlio”, sempre con Rizzoli.
Ora inizia l’avventura più dura di tutte, quella del campo profughi di Dadaab.

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