Amici dello Tsavo

FAUNA

Ippopotamo, l'animale più pericoloso d'Africa

Pochi lo direbbero, qui spiegato come e perché uccide l'uomo

18-02-2019 di redazione

Ci sono ancora tante persone che, pur approcciandosi all’Africa e alla sua natura selvaggia, non sanno che l’animale più pericoloso ed efferato non è il leone né un altro tipo di felino, né altri mammiferi carnivori, bensì l’ippopotamo.
Sarà che noi europei siamo legati al ricordo di Pippo, bonario e pacioccone ippopotamo testimonial di una marca di pannolini e che consideriamo il muso simpatico di questo enorme erbivoro. E soprattutto non conosciamo la sua velocità, a scapito della stazza, né le sue caratteristiche ed abitudini.
Su un terreno secco può raggiungere i 50 chilometri all’ora e percorrere a questa velocità anche un chilometro.
Un essere umano non può sfuggirgli, se non arrampicandosi su un albero o trovando un nascondiglio troppo piccolo per la sua mole.
Lo conoscono bene invece gli altri animali, ed è significativo che l’ippopotamo, pur essendo un erbivoro non abbia predatori. Quando decide, dopo il tramonto e prima dell’alba, di uscire dall’acqua, si muove indisturbato tra savana e foresta.
Lo rispettano anche i coccodrilli nel fiume, perché le sue potenti mascelle e i suoi denti non perdonano.
I felini oltretutto non riescono ad azzannare la sua pelle dura e ricoperta da strati di adipe in modo tale da provocargli ferite serie, rischiano piuttosto di essere schiacciati e morsi mortalmente nella lotta.
Ma un’altra caratteristica rende l’ippopotamo assai pericoloso per chiunque, compreso l’uomo: è incapace di distinguere tra nemici e creature innocue, quindi attacca chiunque invada il suo territorio. Attacca per difesa e non per cibarsi, e questo lo rende meno prevedibile.
L’ippopotamo uccide circa 500 persone all’anno in Africa. Nel 2018 in Kenya sono state una trentina le morti provocate dall’enorme animale.

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